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PROGETTO D’IMPIEGO
Art. 3, Legge 64/2001

ENTE
Sede di assegnazione del progetto: ANFFAS onlus TREVISO
Responsabile sede di assegnazione: Ariella Lorenzon

Indirizzo sede di assegnazione del progetto: Via Bressa, 8 – 31100 Treviso
Numero telefonico: 0422.419884 (segreteria e fax)
e-mail: segreteria@anffas.tv.it

Fonte giuridica di collegamento: ANFFAS onlus ROMA
Eventuali altri ente partner del progetto:

Titolo del progetto: L’amico ritrovato

Tipologia del progetto: 
di partecipazione: 
Innovativo: 
Finalizzato:
rete sovra –territoriale: 

Ambito/settore e area di intervento del progetto con relativa codifica:
Settore: progetto di integrazione sociale e servizi alla persona
Area di intervento: domicilio e centri di aggregazione
Codifica: 

Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto rispetto a situazioni date e definite attraverso indicatori misurabili: 
Il progetto si realizza nell’ambito del Comune di Treviso e dei comuni limitrofi dove gravitano il maggior numero di CEOD e di Cooperative per l’inserimento lavorativo dei soggetti disabili adulti.

Obiettivi del progetto:

L’integrazione sociale della persona disabile non è più un valore aggiunto alla vita della persona ma un momento importante per la crescita e lo sviluppo dell’individuo. Ma cosa significa integrazione sociale ? 

A nostro parere integrazione sociale può significare che le relazioni tra le persone sono basate sul riconoscimento reciproco del valore e dei diritti dell’altro.Quando tale riconoscimento non esiste, vi è l’alienazione e la segregazione.

Dal momento che il principio della normalizzazione riguarda le relazioni tra il soggetto diversamente abile ed i normali modi di vita nei vari ambiti sociali è importante comprendere tale rete di rapporti attraverso il concetto di integrazione.

Il concetto di integrazione può dunque essere articolato a vari livelli:

Integrazione fisica: il disabile condivide gli ambienti fisici normali (casa, scuola, lavoro);

Integrazione funzionale: il disabile riesce ad usare e padroneggiare gli ambienti fisici normali (mezzi pubblici, bar, ristorante, cinema, ……..);

Integrazione sociale: il disabile ha relazioni sociali stabili e reciprocamente gratificanti con i familiari, i vicini, i compagni di scuola, di lavoro……

Integrazione personale: il disabile sviluppa ed evolve il bisogno di un’interazione personale significativa con altre persone. Egli ha la possibilità di avere una vita privata soddisfacente.

Integrazione societaria: il disabile si esprime come un cittadino con tutti i suoi diritti, attraverso le varie possibilità di autodeterminazione della sua condizione presente e futura.

Ogni livello di integrazione sottende dimensioni obiettive, quali:- livello di abilità e di sviluppo raggiunto,- numero e qualità di interazioni interpersonali soddisfacenti,- grado di adeguatezza del luogo di vita,- possibilità di accesso e di partecipazione sociale,- grado di benessere fisico.

Tutto questo permette al disabile di raggiungere un buon livello di “qualità della vita”; ma da un’analisi fatta sul territorio emerge un quadro abbastanza diverso e per certi versi desolante.La maggior parte dei disabili che hanno finito la scuola dell’obbligo hanno interazioni interpersonali insoddisfacenti, pochissimi momenti di partecipazione sociale, hanno un regresso delle autonomie acquisite con un conseguente grado di disagio. 

Questa situazione ha portato in alcuni casi a sindromi depressive che hanno ulteriormente aggravato la situazione familiare. L’emergere di queste “criticità” ci costringe a ripensare all’aiuto di cui necessitano le famiglie, un aiuto attivo, fattivo. 

Per questo motivo l’Anffas onlus di Treviso vuole attivare un progetto di recupero sia socio- relazionale, sia di mantenimento delle abilità acquisite da queste persone.Il progetto si struttura in due momenti: 

il primo momento, dove l’operatore si mette in relazione con questi disabili nell’ambiente domestico, cercando di creare un rapporto di fiducia con quest’ultimi, bypassandone le diffidenze, aiutandoli a ristabilire un buon rapporto con se stessi. 

Raggiunto questo scopo tramite l’operatore inserirli in attività di gruppo o in momenti ricreativi dove si possono realizzare le condizioni di recupero socio-relazionale e di recupero di abilità legate all’autonomia personale.

Descrizione del progetto e tipologia di intervento che definisca dal punto di vista qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane e strumentali previste, nonché il ruolo dei volontari in servizio civile.

L’ANFFAS onlus di Treviso organizza da molti anni l’attività di TEMPO LIBERO integrato per disabili psicofisici adulti, presso la sede dell’Associazione in via Bressa, 8, nel pieno centro cittadino.Scopo principale del progetto è mantenere i contatti sociali e le relazioni dei disabili adulti all’uscita dal mondo della scuola.

I volontari del Servizio Civile sarebbero impiegati come tramite tra l’attività dell’Associazione e i CEOD, le Cooperative, le famiglie e quanti altri si occupano dei problemi della disabilità; in un primo passaggio per farsi portavoce delle attività messe in atto nel Tempo Libero e collaborare con le varie strutture del territorio nella ricerca dei soggetti che non hanno mai partecipato ad alcuna attività extra scolastica o lavorativa, successivamente nel collaborare alla realizzazione di attività che attirino l’attenzione e la voglia di partecipazione, non solo dei soggetti disabili, ma sollecitino altri giovani a prendere contatto con questa realtà e i soggetti che ne fanno parte.

Compito dei Volontari del Servizio Civile sarà il contatto con le scuole superiori, con i Centri giovani e il Servizio “Informagiovani” dei vari Comuni; la ideazione e realizzazione di forme di pubblicità per la promozione del Tempo Libero; la collaborazione con la struttura esistente per l’avvicinamento dei soggetti con maggiori difficoltà personali o familiari.

Monte ore annuo: non inferiore a 1200 ore 

Giorni di servizio a settimana: 5 giorni settimanali

Numero complessivo dei volontari da impiegare nel progetto: due 
Uomini: uno
Donne: uno

Numero posti senza vitto e alloggio: due

Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: spostamenti anche fuori città.

Responsabile del progetto ed altro personale di riferimento: Marzaro Giuliano

Modulistica da presentare per partecipare al bando di selezione:
Documenti da inoltrare per la domanda di partecipazione al bando di selezione – progetto “L’amico ritrovato”- 

allegato 2

allegato 3

fotocopia di valido documento di riconoscimento